La professione CSR in Italia

Lunedì 22 ottobre 2012 presso la sede SAS di Milano si è tenuto l’incontro dedicato alla presentazione dello studio, realizzato da un team formato da CSR Manager Network ItaliaALTIS-Alta Scuola impresa e società e ISVI-Istituto per i Valori d’Impresa , che fotografa dettagliatamente il mondo dei manager, dei consulenti e dei collaboratori in Italia, che fanno della CSR il fulcro della loro attività lavorativa. La ricerca mette in luce lo sviluppo del settore negli ultimi anni, a seguito della crescente attenzione delle imprese ai temi sociali e ambientali, come dimostrano i 327 professionisti ad oggi censiti, contro i 90 del 2005.  Per quasi la metà sono laureati in economia con specializzazione in CSR, in prevalenza sono donne e con stipendi annui tra i 70000 e gli 80000 euro. Il percorso di crescita spesso è interno all’azienda, in questi casi il CSR manager proviene da una differente area di competenza, dalla comunicazione o dal marketing e dalle vendite, in ogni caso possiede una vasta esperienza. La maggior parte di essi lavora in imprese con più di 250 dipendenti, che si relazionano con un alto numero di stakeholder. Un secondo aspetto che si evince dai profili degli addetti ai lavori è che  da un mestiere svolto pressochè in solitudine, la ricerca mostra come il ruolo si sia evoluto strutturandosi in vere e proprie Unità organizzative con una media di 3-4 collaboratori di staff. Nel 55,4% dei casi lavora in una multinazionale e riporta in massima parte all’Amministratore Delegato o al Presidente. Circa un 13% proviene dal mondo non profit (che tocca il 50% nel caso dei collaboratori del Manager) che potrebbe diventare, accanto alle aziende di grandi dimensioni e alle funzioni economico-finanziarie, un possibile bacino di reclutamento futuro, per la capacità di trasferire in azienda sensibilità e competenze maturate in precedenza nella gestione di progetti sociali, magari all’estero o nel sud del mondo.

Si tratta nel complesso di una figura professionale poliedrica e dalle molte specificità, perché chiamata ad interagire con processi e relazioni complessi, sostanzialmente riconducibili a 6 aree: ambiente, clienti, lavoratori, comunità, fornitori e istituzioni. Tra le attività svolte più diffuse registrate dalla ricerca figurano quelle connesse a: gestione e implementazione del sistema ambientale dell’azienda; l’implementazione della sicurezza di prodotto e lo sviluppo di eventuali soluzioni per categorie svantaggiate; le attività di conciliazione famiglia-lavoro a favore dei dipendenti e la tutela delle pari opportunità; lo sviluppo di dei fornitori in base a criteri socio-ambientali e al rispetto di codici etici; l’attività di risposta ai criteri di società di rating etico, la comunicazione verso l’interno e la rendicontazione delle politiche di sostenibilità verso l’esterno. Dalla ricerca iniziano ad evidenziarsi alcuni profili di competenza specialistica, connessi proprio alla rendicontazione di bilancio, alle relazioni con i fornitori e allo stakeholder management che richiederanno anche in futuro percorsi di competenza diversificati.

La nostra ricerca registra che siamo alla vigilia della nascita di un interessante mercato del lavoro e il consolidamento di una professione che sta diventando sempre più presente e autorevole all’interno delle imprese” ha commentato Fulvio Rossi, presidente del Csr Manager Network e Csr Manager di Terna.

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