Fare impresa e avere un impatto postitivo su ambiente e società. Con le Benefit Corporation si può (per ora solo negli Stati Uniti)

Grazie alla firma del Governatore Andrew Cuomo, anche nello Stato di New York sarà possibile registrarsi come una Benefit Corporation, un’impresa che si da come obiettivo statutario quello di avere un impatto positivo sull’ambiente e la società, vincolandosi a pubblicare ogni anno un report sulle proprie performance ambientali e sociali. Un’impresa che accetta di mettere la massimizzazione del profitto in secondo piano rispetto a finalità di tipo sociale.

Se a parole la cosa può sembrare una novità non molto rilevante, nella pratica si tratta di una vero e proprio cambio di paradigma.  Lo Stato di New York è il settimo Stato americano ad approvare una legge che riconosce legalmente le Benefit Corporation, dopo Maryland, California, Hawaii, Vermont, Virginia e New Jersey. Quando sarà possibile registrarsi come Benefit Corporation nella maggior parte degli Stati Uniti, allora potremo dire che sarà stata compiuta una piccola rivoluzione nel Paese che ha fatto della massimizzazione del profitto un sorta di religione.

Per capire fino in fondo quali sono le implicazioni di un tale cambiamento nello statuto di un’impresa occorre fare un passo indietro. Una Benefit Corporation è di fatto una impresa che dichiara di non agire solo nell’interesse dei propri azionisti, ma in quelli della comunità in cui opera.

Se il manager di una impresa “tradizionale” è obbligato a privilegiare gli interessi dei propri azionisti quando, di fronte ad un dilemma, si trova a scegliere tra soluzioni che generano più profitti e soluzioni che tutelano maggiormente l’ambiente o i dipendenti dell’azienda in cui lavora, il manager di una Benefit Corporation invece è chiamato a fare esattamente l’opposto. E il fatto che questo principio sia sancito dallo statuto dell’impresa fa sì che egli sia legalmente vincolato a perseguire delle finalità sociali, pena il licenziamento o la citazione in giudizio.

Come forma giuridica la Benefit Corporation si inserisce quindi, in un certo senso, a cavallo tra profit e non profit. Se la sua applicazione fosse generalizzata risolverebbe non poche criticità per tutti quegli imprenditori sociali che si vedono costretti, all’atto di costituzione della propria organizzazione, a fare una scelta tra profit e non profit. Scelta che inevitabilmente penalizza una componente importante del loro fare impresa in un modo diverso. Per chi si muove in questo terreno in effetti la strada è stretta. Si rischia di essere considerati troppo “commerciali” per essere una non profit e troppo “sognatori” per essere imprenditori.

La forma giuridica Benefit Corporation invece conferisce dignità a quella che potremmo chiamare una giusta via di mezzo, stabilendo che possono esistere imprese commerciali che si danno obiettivi sociali ed ambientali stringenti, riuscendo a fare bene tutte e due le cose. Nessuno dice che questa “cosa” sia meglio o peggio di una impresa tradizionale o di una organizzazione non profit (e infatti  negli Stati Uniti nessuna agevolazione fiscale è concessa alle Benefit Corporation). Semplicemente si sancisce che esse sono una realtà diversa, che va guardata con occhi nuovi e valutata con parametri differenti. Una forma giuridica pensata per fornire più garanzie rispetto al perseguimento di obiettivi statutari di tipo sociale, capace allo stesso tempo di resistere all’urto di iniezioni di capitale senza snaturarsi e dimostrare che essi sono stati gestiti in modo corretto, generando impatti sociali ed ambientali positivi.

Ma da dove nascono le Benefit Corporation? Chi ha promosso questa particolare forma giuridica? Dietro ad un mondo che sta crescendo sempre di più c’è una organizzazione no profit chiamata B Lab che ha messo a punto il framework legistlativo che ha permesso alle Benefit Corporation di nascere e che valida il sistema di misurazione delle performance sociali e ambientali a cui essere devono fare riferimento quando rendono conto ai propri stakeholder delle loro azioni. Oltre a fare lobbying per fare in modo  che una legislazione favorevole alle Benefit Corporation venga approvata in sempre più Stati americani il B Lab ha ideato anche uno standard di certificazione che permette già oggi, alle imprese che dimostrano di raggiungere un certo livello di prestazioni ambientali e sociali di tutti gli Stati, di accreditarsi come “Certified B Corp”.

E in Italia? Una forma giuridica del genere ancora non esiste ma speriamo che le cose possano cambiare presto.

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