L’università di Trieste presenta il Bilancio Sociale

Lunedì 5 luglio è stato presentato il primo Bilancio sociale dell’Università di Trieste dal Rettore Francesco Peroni, dal Direttore amministrativo Antonino Di Guardo e dalla professoressa Ondina Gabrovec Mei, docente dell’Ateneo di Ragioneria generale e applicata e Presidente del Comitato Scientifico del Gruppo di studio GBS (Gruppo Bilancio Sociale).

“Per la prima volta – ha commentato il Rettore Peroni – l’Ateneo si è dotato di uno strumento che fornisce un affresco generale, segnalando le attività formative, di ricerca e di servizio e i risultati ottenuti. In particolare, il Bilancio sociale conferisce a chi opera nell’organizzazione, ma anche alla cittadinanza, che, in quota parte, supporta il sistema universitario, un’indispensabile consapevolezza”. Citando Luigi Einaudi, il Rettore ha richiamato il paradigma del ”conoscere per deliberare”, sottolineando come “la presentazione del Bilancio sociale sia una tappa evolutiva, nel quadro delle strategie coltivate nell’ultimo triennio, in materia di trasparenza e buona amministrazione”.

Una scelta innovativa, per l’Ateneo, anche sotto il profilo grafico e comunicativo. In proposito, il Rettore ha ricordato che “la foto del manifesto del Bilancio sociale è stata realizzata da Marco Tessarolo, giovane talento delle arti visive”. “Dall’imponente volume di quasi 300 pagine, scrigno di dati e informazioni – ha concluso il Rettore – si evince che l’Università di Trieste concorre con l’11,57% di risorse autogenerate (cd. “valore aggiunto”) al proprio sostentamento, la parte restante è costituita dai trasferimenti dello Stato e della Regione. In particolare – ha evidenziato – gli effetti positivi che l’Ateneo giuliano genera sul territorio. Nel dettaglio, la distribuzione del valore aggiunto riguarda, per l’88%, la remunerazione di risorse umane, per il 6%, la remunerazione della pubblica amministrazione e, per il 4%, la remunerazione del sistema UniTs”.

La professoressa Ondina Gabrovec Mei ha illustrato la metodologia scientifica che è alla base della struttura del Bilancio sociale, nonché le sezioni in cui si suddivide il documento. In particolare, si è soffermata sull’identità, i valori di riferimento, le strategie, le aree di intervento, i dati contabili riclassificati e il valore aggiunto prodotto dall’Ateneo.

“Al classico conto economico si affianca – ha spiegato Ondina Mei – anche il valore aggiunto che è la ricchezza prodotta dall’Ateneo: è un valore economico-sociale che considera le remunerazioni del complesso dei portatori di interesse che gravitano attorno all’Università. Attorno alla quale ruota tutto un mondo fatto non solo di studenti, ma anche di risorse umane, di altre amministrazioni pubbliche, di fornitori e di finanziatori”.

Qui è possibile scaricare il Bilancio Sociale.

Complimenti all’Università di Trieste che ha saputo far proprio questo strumento così importante ma ancora poco diffuso nella nostra regione.

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